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Idea Montagna Idea Montagna Editoria e Alpinismo

 COMUNICATO STAMPA - Per rilascio immediato
Piazzola sul Brenta, 15/09/2015   

TANTA STORIA MA NESSUN MISTERO PER LA BARACCA DI GUERRA SUL GRAN ZEBRU'


La presenza della baracca di guerra sul Gran Zebrù era già stata ampiamente documentata nel libro "L'anima del Gran Zebrù tra misteri e alpinisti" scritto da Davide Chiesa e pubblicato da Idea Montagna nel luglio 2014.


La "scoperta" della baracca di guerra austro-ungarica posta poco sotto la cima del Gran Zebrù (3851 m, Gruppo Ortles-Cevedale, Trentino-Alto Adige) è stata riportata con grande enfasi e stupore in un servizio del TGR RAI Trentino, dal Fatto24ore Trentino (www.trentino-suedtirol.ilfatto24ore.it), dall'Ansa e da altre testate giornalistiche e siti web.
Invero i resti di tale postazione risalente alla Grande Guerra (1917) erano ben noti da tempo e visibili dagli alpinisti che raggiungono la cima di tale alta vetta coperta da nevi perenni. Tale residuato bellico, insieme ai resti di analoga postazione italiana contrapposta, sono stati ampiamente documentati e descritti nel libro "L'anima del Gran Zebrù tra misteri e alpinisti - 150 anni di storia, racconti, itinerari della più bella montagna delle Alpi Orientali" scritto dall'alpinista piacentino Davide Chiesa (Ed. Idea Montagna, 2014).

A tali postazioni di guerra nel libro sono dedicate ben 17 pagine, da pag. 98 a pag. 114, con a pag. 108 la foto della baracca che fuoriesce dal ghiaccio poco sotto la croce di vetta in cima al Gran Zebrù. Lo stesso Davide Chiesa, che nel libro riporta con dovizia di particolari la ricerca storica effettuata, esprime un po' di stupore per il sensazionalismo con cui è stata riportata la notizia, nota da tempo, ma è lieto che qualcuno si sia mosso per evitare che la capanna precipiti irrimediabilmente lungo la parete nord: "Nel libro l'Anima del Gran Zebrù è ben descritto il conflitto di vetta tra i due schieramenti, già citando la baracca degli austro-ungarici di cui, nel 2014, spuntava solo il tetto e parte della parete. La baracca inizialmente non si trovava nella posizione in cui è ora, ma la modifica e il disgelo della cupola glaciale sommitale del Gran Zebrù/Köenigspitze, nonchè la riduzione di spessore del ghiaccio della parete nord, ha portato la capanna in quella attuale vertiginosa posizione."

Nel corso della Grande Guerra 1915-18 le cime dell'Ortles e del Gran Zebrù costituivano i più elevati campi di battaglia lungo la linea di confine tra Italia e Austria. Ma mentre l'Ortles fu occupato si dall'inizio delle ostilità dai Kaiserjaeger austriaci saliti dal versante tirolese, l'occupazione del Gran Zebrù era stata rimandata a causa delle elevate difficoltà tecniche della salita e la ripidezza dei suoi versanti. Solo nel 1917 sia gli italiani che gli austriaci installarono due postazioni d'alta quota: il cosiddetto "Nido delle aquile" per i primi, poco sotto l'Anticima Ovest alla fine della Suldengrat, e la postazione con grotte e gallerie scavate nel ghiaccio che ospitavano baracche di legno appena sotto la vetta principale per i secondi. Ed è proprio da questa postazione che lo scioglimento del ghiaccio nella torrida estate 2015 ha fatto emergere in modo praticamente completo la baracca di legno di cui tanto si è parlato. Baracca che però emergeva in parte già da diversi anni, come dimostra una fotografia nel libro di Chiesa scattata nel 2013.

Dunque nessun eccezionale ritrovamento, al limite una riscoperta di una vecchia storia già nota e riemersa in modo più evidente dai ghiacci del Gran Zebrù. In ogni caso ci si complimenta con quanti si sono attivati per il recupero del manufatto proprio nel centenario dell'inizio della Grande Guerra.


Tutte le vie alpinistiche e la storia della Grande Guerra sul Gran Zebrù

288 pagine con foto a colori, schizzi delle vie di salita e dettagliate relazioni


Immagini delle vie a colori con il tracciato dei percorsi di arrampicata

Note tecniche, dislivelli, tempi, difficoltà, punti di appoggio, note storiche, primi salitori

Pagina foto baracca nel libro
La baracca austriaca poco sotto la vetta
(ph. Eraldo Meraldi, 2013)
L'anima del Gran Zebrù tra misteri e alpinisti

150 anni di storia, racconti, itinerari della più bella montagna delle Alpi Orientali


Il mistero della prima ascensione, le battaglie della Grande Guerra, le relazioni dettagliate delle vie alpinistiche di salita, le foto con tracciati delle vie e tutte le notizie storiche sulla montagna simbolo delle Alpi Orientali.

Autore: Davide Chiesa
Editore: Idea Montagna Editoria e Alpinismo
Prefazione: Umberto Martini (Presidente Generale CAI)
Pagine: 288 con foto a colori e in bianco/nero
Prima edizione: luglio 2014
Dimensioni: 16x24 cm
Lingue: italiano
Prezzo: 28,00 €

Gran Zebrù/Königsspitze, quello della "Meringa", la più bella montagna di ghiaccio delle Alpi Orientali, una tra le più belle dell'intero arco alpino. Non solo. Una montagna così importante da avere due nomi così diversi, da unire due mondi così distanti e singolari, da evocare una storia così avventurosa, nonché ricca di misteri e segreti, da richiamare alpinisti da tutto il mondo, da riservare ancora oggi ampio spazio ai giovani leoni dell'estremo. Bello e impossibile, si potrebbe dire. Ma il "grande Re" ha pure un'anima che pulsa con quella dei tanti alpinisti che lo amano. Qui c'è tutto sul Gran Zebrù/Königsspitze: dalla notte dei tempi all'epoca d'oro dell'alpinismo classico, dalla disputa sulle questioni Steinberger e Diemberger alle avventure vissute in prima persona, dalle informazioni monografiche su vie e rifugi alle notazioni geologiche e glaciologiche sul futuro della montagna come simbolo della vita.

"La montagna, e il Gran Zebrù ne è simbolo e testimone, non fa differenza di nazionalità, ma come recita il motto del centocinquantenario di fondazione del Club Alpino Italiano, unisce riconoscendo a chiunque si cimenti su di essa la stessa dignità di essere umano." (Dalla prefazione di Umberto Martini)


Autore:

Davide Chiesa, piacentino, classe 1968, è un appassionato conoscitore del gruppo Ortles-Cevedale del quale ha salito tutte le cime, comprese quelle minori, aprendo anche alcuni nuovi itinerari su ghiaccio. Ha percorso inoltre un gran numero di sentieri nel gruppo, prediligendo quelli meno frequentati, e vari itinerari scialpinistici. Amante dell'alpinismo classico dei tempi dei pionieri, ha ripetuto le quattro grandi vie a firma di Minnigerode e di Ertl sul Gran Zebrù e sull'Ortles. È stato su tutte le pareti del Gran Zebrù, lungo una decina di vie diverse, fra cui tre prime ascensioni e salite invernali. Ha partecipato ad alcune spedizioni alpinistiche extraeuropee raggiungendo, tra le altre, la vetta di un ottomila, il Manaslu, nell'Himalaya nepalese. Conferenziere e documentarista per passione, ha realizzato film-audiovisivi sull'alpinismo e collaborato con varie riviste di montagna. Nel 2009 ha pubblicato per Idea Montagna Editoria e Alpinismo il suo primo libro "Montagne da Raccontare - storie di ghiaccio, di avventure, di uomini".


Chi è Idea Montagna

IDEA MONTAGNA EDITORIA E ALPINISMO è un marchio di OFFICINA CREATIVA SAS, società è composta da Rossella Benetollo e Francesco Cappellari.

Francesco Cappellari è Istruttore Nazionale di Alpinismo e di Scialpinismo, componente della Scuola Centrale di Alpinismo e Accademico del CAI. Oltre ad essere naturalmente un grande appassionato di montagna, ha fatto della passione alpinistica anche la sua occupazione coniugandola con il mestiere che fa da sempre legato alla grafica e alla stampa. È nata così, nel 2005, l'Associazione Sportiva Idea Montagna che propone l'organizzazione di iniziative legate al mondo della montagna, dall'allenamento per l'alpinista e lo scialpinista e di viaggi alpinistici e spedizioni extraeuropee. L'Associazione ha anche, tra i suoi obiettivi, il rispetto e la salvaguardia dell'ambiente montano. Ogni socio accomuna le sue aspirazioni alpinistiche con questi valori con la netta convinzione che solo così la montagna e l'alpinismo potranno essere vissuti anche dalle generazioni future. Nell'ambito delle pubblicazioni Idea Montagna si contraddistingue per una grafica moderna e di impatto. I volumi pubblicati hanno ottenuto tutti un buon successo sia di critica che di vendite. Dall'Associazione, nata anche con lo scopo di pubblicare libri di montagna, si è staccata, il 1° ottobre 2012, proprio la sezione dedicata all'editoria di montagna. I libri già pubblicati sono stati venduti a Officina Creativa sas che, da quella data, prosegue con la pubblicazione dei nuovi libri in programma mantenendo per questa sezione il marchio IDEA MONTAGNA EDITORIA E ALPINISMO. La società ne cura la grafica, l'esecuzione, la pubblicizzazione e la distribuzione.


Idea Montagna Editoria e Alpinismo è un marchio di Officina Creativa sas
Via Guido Rossa, 17 - 35016 Piazzola sul Brenta (PD) - Tel. 049/9601797
www.ideamontagna.it - info@ideamontagna.it


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